Tensione, angoscia, insicurezza. Chi si sottopone alle sue cure manifesta turbamenti di questi tipo?  

"Sì, direi che dopo l'11 settembre è la tensione a dominare. La situazione in cui viviamo sembra aver ingigantito le paure".

Cosa le chiede la gente?  

"Chi viene da me cerca benessere. Tanti non dormono più di notte, dilatano i problemi. Basta guardarsi attorno. Io viaggio molto in metrò e vedo gente diffidente. C'è come una sottile inquietudine. Non bisogna generalizzare, però tutto questo esiste".

E lei riesce a ridare la tranquillità?  

"Con la mia energia cerco di ridare l'equilibrio. Secondo i principi della pranoterapia, una malattia altro non è che un blocco, un ristagno o una deficienza nel fluire armonico dell'energia vitale, che richiede proprio di essere riequilibrata per recuperare uno stato di benessere interiore".

Quando ha scoperto di avere questa forza?  

"Mio papà l?aveva e imponeva le mani per hobby, io lo seguivo. Fin da ragazzino ero attratto dalle persone malate, ma era il desiderio di toccarle che mi preoccupava. Negli anni questa cosa si è sviluppata finché è diventata una ragione di vita".

Il primo caso?  

"Avevo 14 anni e Boby, il mio cane, si era fatto male a una zampa, zoppicava, istintivamente ho cominciato ad accarezzargli la parte dolorante, dopo un po' lui si è rialzato ha fatto qualche passo ancora a fatica e poi si è messo a giocare con me, come se niente fosse".

E su una persona?  

"A 18 anni, per una cervicale. Pensavo fosse autosuggestione. È stato molto difficile convincermi che la cosa funzionava. Ancora adesso scopro strade nuove".

Come va con i medici ?  

"Con qualcuno collaboro, non ho niente contro quelli che non ne vogliono sapere, però la pranoterapia male non fa e qualche volta funziona".

Che tipo di collaborazione è ?  

"Mi mandano quei casi con i quali è stato provato tutto e non si è scoperto niente".

Ha avuto risultati ?  

"Sì e loro lo sanno".

Un caso che ricorda volentieri ?  

"Quello di un bambino di 7 anni sempre nervoso, faceva disperare, era stato curato con farmaci, inutilmente. Dopo una seduta è andato a posto. Mi viene ancora a trovare".

Un'amarezza ? 

"Sì, ne ho una, vedere morire una persona amica di leucemia. Era straordinaria".

Si stupisce dei risultati ?  

"Sempre, ogni volta è una scoperta, imparo da chi viene da me. La gente è la  mia università".

Quanto le dà fastidio l'abbinamento pranoterapeuta-stregone ?  

"Tantissimo. Ci sono medici che hanno provato a impiegare la pranoterapia in ospedale, altri no, ma come si fa a dire che un frutto è gramo senza prima assaggiarlo?"

C'è stata qualche delusione ?  

"Certamente. Ho scritto al San Raffaele, perché mi aiutassero a capire questa mia energia, mi mettevo a disposizione. Non mi hanno preso sul serio e non mi hanno risposto".

Da lei vengono medici ?  

"Sì e medici bravi. Poi ho analisti, psicologi, gente abituata a capire".

Si dice che i manager siano i più stressati  

"Non sono gli unici, ce n'è uno che frequenta il mio studio ogni volta che sente arrivare la crisi. Era scettico, venne da me solo perché insistette la moglie. Sono queste le mie soddisfazioni".

Il suo sogno ?  

"Riempire un teatro, non per megalomania, ma per una questione di spazio, e aiutare quanta più gente possibile. Ho aperto un sito su internet www.cesareverderame.it, è il primo passo".

Cesare, cosa non fa la pranoterapia ?

"I miracoli".