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ELENA
ROSARIA
Ho conosciuto il signor Cesare navigando in internet,e ho voluto provare la pranoterapia a distanza io abito in (Sicilia), già dalle prime sedute ho sentito,formicolio e calore in tutto il corpo e delle leggere fitte dove ho il problema ( ciste ovarica ).
GIO !
Conosco il sig. Cesare da circa un mese e la mia vita è cambiata. In meglio, naturalmente. A seguito di alcuni esami clinici di routine mi viene riscontrata una patoligia, per ora asintomatica, per la quale però consigliano un intervento.
DINA B.
La prima volta che andai da Cesare fu nel 2006. Avevo problemi intestinali che mi trascinavo dall’infanzia e da molti mesi un dolore all’ attaccatura della gamba.
TIZIANA
Ho sempre saputo, fin da quando studiavo medicina, che non esiste un solo modo di guarire,ma non avrei immaginato di dover sperimentare di persona cure di cui non conoscevo-allora-nemmeno l'esistenza.
CLAUDIO
ANTONELLA
Caro Cesare,
DAVIDE
Sono un pianista classico e la mia professione mi impone di passare moltissimo tempo alla tastiera per preparare i miei concerti. Circa un anno fa ho incominciato a soffrire di un forte torcicollo che è poi degenerato in una fortissima cervicale che mi impediva quasi di ruotare la testa da entrambi i lati. Sotto consiglio di mia madre, mi sono rivolto a Cesare che già durante la prima seduta ha individuato la causa della mia cervicale nella mia schiena, messa a dura prova dalle molte ore che passo a suonare quotidianamente.. Nel giro di 3 sedute il mio collo ha incominciato incredibilmente a sbloccarsi e ho potuto iniziare gradualmente a muoverlo senza più dolore ne fastidio.. Io sono una persona estremamente scettica e diffidente verso gli altri, ma Cesare mi ha veramente stupito per come sia riuscito a guarirmi in maniera quasi miracolosa, inoltre mi ha fatto capire quanto sia importante il benessere del corpo unito a quello della mente. Proprio per questo ormai vado da lui regolarmente una volta al mese e devo dire che dopo ogni seduta ritrovo il mio equilibrio psico-fisico ideale. Grazie Cesare meno male che ci sei tu..
Roberta
Le relaziono le sensazioni e gli effetti constatati dopo le prima applicazioni. Premetto che inizialmente ho accompagnato mio marito dolorante a un braccio. Interessata alla sua pratica, ho assisitito al trattamento e poi lei per farmi sentire l'effetto mi ha trattata per un minuto circa, in piedi mentre stavamo per congedarci. Poi ho sbadigliato in metropolitana per circa mezz'ora praticamente quasi fino a casa.
ROBERTO SANTI
Un dolore acuto al fianco sinistro mi sveglia all’improvviso all’1 e 30 di un martedì di questa estate torrida. Lo riconosco subito, più che per competenza professionale, perché già due volte negli ultimi tre anni, questo calvario doloroso mi ha portato in una sala operatoria dove l’abile Urologo è risalito con ferri adatti nel mio uretere sinistro per liberarlo da un rosario di calcoli di urati. 40 o forse 50… Ha perso il conto anche lo specialista che li ha trascinati giù passando per vie scabrose e innominabili. Resisto 1 ora e mezza sperando mi passi questo dolore che è una lama rovente che si infila nelle mie carni, nel mio martoriato fianco sinistro. Nel mio povero rene. Alle 3 non ne posso più. Prendo la macchina, e guidando a fatica con un cane rabbioso che mi morde la carne accovacciato al mio fianco sinistro, mi presento al Pronto Soccorso. Il Medico che mi accoglie è solerte e preparato: 1 Voltaren, ordina all’Infermiere. L’iniezione lenisce appena il dolore. Sarà il lento fluire delle 3 (o 4 flebo) che irrorano il mio corpo o forse il riposo su un lettino là dentro che rende meno acuto il dolore. Ora è un peso sordo e continuo. In Radiologia mi fanno un’eco. L’Ecografista, sinceramente preoccupata, mi dice che il monitor rileva che il mio rene sinistro è ingrandito, ‘idronefrosi’, mi dice, ed è pieno di piccoli calcoli che, probabilmente usciranno per scabrose ed innominabili ‘vie naturali’. Purtroppo, aggiunge, ce ne sono 4, o forse 5,di 1 centimetro o poco più che non passano per quelle stesse vie. L’Urologo che vedo qualche ora dopo mi prenota, sinceramente preoccupato, per bombardare i calcoli più grandi, nella speranza di evitare la terza operazione. L’appuntamento è tra 40 giorni. Vado a casa e bevo… Non tantissimo per non aumentare l’idronefrosi. L’indomani un’Amica carissima, quanto le sono grato, mi parla di un Pranoterapeuta che ha lo studio a Milano. Non ci penso due volte: alleata del dolore sordo, profondo, continuo, inesorabile al fianco sinistro, Franca mi porta a Milano. Giovedì alle 12 sono nelle mani di Cesare Verderame. Non ho la più pallida idea del significato di quelle manovre per me sconosciute. Mi fido e mi abbandono. Le sue mani calde, appoggiate al mio fianco sinistro, producono un’onda dolce, calda che attraversa il mio corpo. Il dolore sordo, profondo, continuo, inesorabile scompare. Al ritorno, esaspero mio figlio che guida per le continue richieste di fermata all’autogrill. Ogni volta vedo piccole pietrine giallastre uscire e cadere nell’acqua. Non riesco a contarle. Questa cascate di rocce minute continua venerdì e nella mattina del sabato. Alle 11 dello stesso sabato sono sdraiato sul lettino dell’ambulatorio di Urologia ed un altro Specialista scruta con la sonda dell’ecografo il mio martoriato, povero rene sinistro. “Perché Marcello ha chiesto di prenotare il bombardamento?” Domanda soprattutto a se stesso. “Come c… hai fatto a espellere quelli più grandi?”. Il mio rene sinistro è tornato a dimensioni normali, il calice libero. Due piccoli calcolini, o forse 3, si apprestano al varo nella parte terminale del mio uretere sinistro. L’Urologo è dubbioso. Mi interroga e si interroga ancora. Io non gli dico niente dell’esperienza fatta a Milano. Sono medico anch’io è so quanto questo potrebbe ferire l’orgoglio del Collega. “Il Medico non deve rifuggire di prendere dal Popolo ciò che è utile nell’arte del guarire”. E’ il passaggio del giuramento di Ippocrate, citato spesso a sproposito. L’antico pensiero diventa parole che si arenano sulla punta della mia lingua… “Ho bevuto molto” gli dico cercando di consolarlo. “Sì – risponde lui – ma erano veramente grandi… Come c… hai fatto a darli?”
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Cesare
Verderame pranoterapeuta, attraverso la pranoterapia in modo non invasivo
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